Febbraio

6 febbraio 2008

Dopo il colloquio con i consulenti dell’ATFA io e Simone abbiamo studiato la documentazione e non ci è voluto molto per capire che tutti e due volevamo andare avanti! L’idea di accogliere un bambino in affido ci piace sempre di più. In base a quanto ci hanno spiegato, ora dovrebbe avere inizio una serie di colloqui con un assistente sociale e uno psicologo e saranno loro a stabilire se noi siamo adatti a diventare genitori affidatari. Sia io che Simone abbiamo i nostri dubbi su quale tipo di affido scegliere: a lungo termine o SOS? L’affido a lungo termine si prolunga nel tempo mentre l’affido SOS dura al massimo 3 mesi e richiede una grande disponibilità… Con la nostra vita già così intensa credo che per noi sia più adatto un affido a lungo termine. Ma non mettiamo davanti troppe condizioni e restrizioni, lasciamoci trasportare dagli eventi! Adesso chiamo l’ATFA per confermare che vogliamo proseguire su questa strada…

7 febbraio 2008

Ora che abbiamo dato la nostra disponibilità, i consulenti dell’ATFA passeranno i nostri nominativi all’Ufficio delle Famiglie e dei Minorenni. Saremo contattati da un assistente sociale per iniziare il nostro percorso verso l’affido! I colloqui con l’assistente sociale e lo psicologo servono per conoscere meglio le nostre motivazioni, i nostri limiti e le nostri desideri, e ci spiegheranno i vari aspetti e le diverse sfumature dell’affido. Pare che strada facendo capiremo se lo vogliamo veramente e quali potrebbero essere le maggiori difficoltà. Comincio a sentirmi un po’ nervosa…

29 febbraio 2008

Abbiamo avuto il nostro primo colloquio con l’assistente sociale e con lo psicologo. Per farci forza – stavamo per fare un passo importante! – io e Simone siamo andati a Lugano insieme. Il colloquio era molto interessante, soprattutto quando l’assistente sociale ha iniziato a parlare delle sue esperienze nel campo dell’affido. Lo psicologo, invece, ha voluto sapere quali sono le nostre motivazioni e se abbiamo dei desideri particolari per quanto riguarda l’età e il sesso del bambino. Che dire? Non ne avevamo ancora parlato ed era bello perché tutti e due abbiamo detto la stessa cosa: non importa se è maschio o femmina, l’importante è che non superi l’età di Alice. Sarà già abbastanza difficile per lei accettare il fatto che un altro bambino può vivere con il suo papà tutta la settimana, mentre lei lo può vedere solo nei fine settimana… Forse meglio se resta la “sorella maggiore”!

Durante il colloquio ci hanno spiegato bene le differenze tra adozione e affido e hanno voluto sapere perché optiamo per l’affido e non per un’adozione. Difficile spiegarlo in poche parole: un semplice “mi piace l’idea di aiutare il prossimo qui in Ticino” non bastava…! Comunque, la grande differenza tra un affido e un’adozione sta nel fatto che nell’affido il bambino non è “tuo” e che – se possibile – un giorno tornerà a vivere con la sua famiglia naturale. Un’altra differenza è che i genitori affidatari dovranno mantenere i rapporti con i genitori naturali del bambino, che nelle decisioni importanti dovranno essere interpellati. In caso di problemi, i genitori affidatari possono contattare i servizi sociali, ma è chiaro che quando capita qualcosa, prima bisognerà affrontare il problema da soli. L’affido richiede quindi una buona dose di autonomia e di buon senso! Ma questo, per fortuna, non ci manca… Prossimo colloquio: fra un mese!