Gennaio

5 gennaio 2008

Mi piace leggere il giornale sabato mattina. Oggi, poi, mi ha colpito un articolo in particolare che parlava dell’affido. Diceva che l’Associazione Ticinese Famiglie Affidatarie lamenta grosse difficoltà nel trovare coppie che si mettano a disposizione per accogliere minori che per vari motivi non possono stare con i loro genitori. Potrebbe essere qualcosa per noi! Alice ha appena compiuto 8 anni e viene da noi solo nel fine settimana, e devo dire che mi piace l’idea di avere un bambino per caso anche in settimana. Chissà come funziona l’affido… Ne parlo con Simone, vediamo cosa ne pensa lui.

8 gennaio 2008

Certo che Simone ha la capacità di sorprendermi sempre. Mi ero preparata ad un discorso serio con tanto di argomentazioni e salta fuori che leggendo l’articolo anche a lui era venuta la stessa idea! Solo che non gli sembrava il momento… D’accordo, sta cambiando lavoro, ma chi lo sa cosa succederà più avanti? La vita è un continuo movimento, inutile pensare che tutto possa restare sempre uguale. E poi, io lavoro per conto mio e questo mi dà una certa flessibilità. Mi posso autogestire. Alla fine era d’accordo, a condizione che sia io a prendere contatto con l’associazione.

21 gennaio 2008

Oggi sono venuti a casa nostra due persone dell’ATFA per parlarci di cosa comporta un affido. Ero piuttosto nervosa perché con il loro arrivo mi è sembrato di aver fatto un passo importante! Sono venuti a casa nostra per vedere l’ambiente in cui viviamo, dentro e fuori casa. Immagino che questo è importante perché dice tanto del nostro modo di essere e delle nostre personalità. Ci hanno spiegato molte cose, p.es. che con un affido accogliamo temporaneamente un minore nella nostra famiglia, a seguito delle difficoltà incontrate dai suoi genitori e che non si sa quanto può durare. Le difficoltà possono essere di vario tipo: dipendenze, depressioni, violenza, malattia. Devo ammettere che sono rimasta piuttosto sorpresa a sapere che i «casi» sono davvero tanti e che capitano praticamente «sotto il nostro naso». E io non ne sapevo niente…

Ci hanno spiegato che l’affido, può avere una durata breve o medio-lunga, a dipendenza dalle esigenze del minore e dalla situazione problematica della famiglia. Non si tratta di adozione, questo ce l’hanno detto diverse volte. La differenza sta nel fatto che, nella maggior parte dei casi, avremo contatto con i genitori naturali del bambino e che possibilmente, quando le cose si saranno ristabilite, il bambino torna dai genitori naturali. Esistono tre tipi di affidamenti: quello extra-familiare (significa che il bambino viene affidato ad una famiglia esterna), intra-familiare (il bambino viene collocato presso parenti suoi) e l’affidamento S.O.S., che richiede una formazione continua e una disponibilità di 24 ore su 24. Forse quest’ultimo tipo mi spaventa un po’. Comunque, avremo tempo per riflettere. Ci è stata consegnata una documentazione con la richiesta di leggerla attentamente e di pensare con calma a quello che è stato detto oggi. I consulenti dell’Associazione ci hanno chiesto di ricontattarli dopo aver fatto le nostre riflessioni e se siamo convinti di voler proseguire. Io mi sento elettrizzata dall’idea di andare avanti, spero che anche Simone la pensa così…